Campioni di Marketing Low Cost: il caso Arnold Coffee

Oggi vi segnalo un caso aziendale di successo, un esempio che dimostra che è possibile realizzare attività di comunicazione efficaci anche senza grandi budget.

Foto_tazzina

Arnold Coffee è una catena di caffetterie all'americana (un punto vendita a Milano, di fronte all'Università, altri due in imminente apertura). Aperto da un anno, il negozio di Milano ha registrato un costante aumento di traffico e di fatturato anche nel weekend, cosa significativa trattandosi di zona ad alta densità studentesca che però al sabato e alla domenica si svuota.

I titolari di Arnold Coffe impersonano la filosofia di Marketing Low Cost:

  1. hanno realizzato da sè il sito web avvalendosi di strumenti gratuiti simili a quelli da me segnalati (Wix, Edicy, Qapacity, ecc.);
  2. hanno commissionato il logo aziendale ad un'agenzia Internet, WebLogo.it, con una spesa di circa €200;
  3. hanno un Fan Club su Facebook che conta un migliaio di iscritti, per ora utilizzato solo per comunicazioni ma anche per ricercare personale;
  4. visto il loro target giovane e la zona universitaria, contano di avviare presto iniziative di social media simili a quelle che ho segnalato recentemente (caso del camioncino dei gelati).

Dice Andrea Comelli, socio e titolare: "Ho svolto personalmente la ricerca sul luogo di possibile apertura
controllando il numero di scontrini battuti dai bar della zona e
reperendo i locali tramite contatti e visite dirette; niente agenzie, nè intermediari; anche la ricerca sull'allestimento dei locali è stata condotta personalmente da noi".

Che dire? Bravo Andrea, imprenditore intraprendente e coraggioso, che nonostante i tempi e la congiuntura ha creato un'azienda di successo; complimenti e auguri per un futuro raggiante.

7 Commenti. Nuovo commento

  • Interessante e brillante. Ritieni, e ritenete, che simili idee possano essere estese anche a servizi, come la consulenza aziendale, o che il campo di azione privilegiato sia quello dei prodotti in senso ampio: come il caso di Arnold Coffee ad esempio?
    Grazie per un tuo parere e per quello degli altri lettori

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  • Molto bello ed efficace il logo realizzato da WebLogo.it

    Rispondi
  • Antony

    suppongo tu faccia parte dellazienda WebLogo….ho visto dalle statistiche che proprio allora in cui hai inviato questo commento qualcuno da Cosenza (sede della Weblogo) ha visitato il mio blog.

    Niente di male, solo per correttezza sarebbe opportuno identificarsi. 🙂

    la netiquette e la trasparenza prima di tutto!
    poi se siete esperti di Web, sicuramente saprete che le statistiche vengono controllate e si rischia di venire sgamati 🙂
    vi sto un po tirando (amabilmente, nelle mie intenzioni) le orecchie, ma ho pur sempre segnalato il vostro servizio….
    Cristina

    Rispondi
  • Cara Cristina,

    Premetto che trovo il tuo blog assolutamente interessante, tornerò sicuramente a trovarti e dal momento che monitori costantemente gli accessi, ne avrai la prova.

    Ciò detto, vorrei buttare giù 2 considerazioni (di cui la prima è più una riflessione personale che si ripropone periodicamente nella mia mente e probabilmente poco attinente al tuo articolo):

    1. Quando leggo di caffetterie all’americana mi sento amareggiato per 2 motivi: il primo è che un’azienda americana ha utilizzato un modello italiano per mettere in piedi una catena di grandissimo successo. Il secondo è che per fare altrettanto noi italiani siamo costretti a prendere come esempio la stessa catena americana.

    2. Il logo richiama (immagino volutamente) il logo della setssa catena americana di cui sopra. mi chiedo che impatto può avere l’emulazione di un logo con lo scopo di trasmettere al cliente la stessa esperienza del brand emulato. A mio parere è un approccio coraggioso che non sempre porta ad un caso di successo. Pensi sia stata una scelta o una conseguenza del “low cost” che in alcuni casi porta all’emulazione?

    Un saluto, buona Pasqua,
    Francesco

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  • Grazie Francesco per i complimenti, sono contenta tu trovi utili i miei contenuti.

    Capisco la tua amarezza nel vedere un mondo tipico italiano (il bar caffetteria) reinterpretato allamericana e poi reimportato qui da noi. Ma in un certo senso la cosa era inevitabile, prima o poi. Man mano che le nuove generazioni crescono e viaggiano, non si meravigliano poi di ritrovare qui da noi modelli che li fanno sentire ancora un po in vacanza e che magari non sanno neanche erano stati originariamente copiati da noi (la catena cui ti riferisci, aveva preso spunto per creare il loro impero proprio da un viaggio qui a Milano).
    Riguardo il secondo punto (emulazione dettata dal low cost o scelta), ti confermo avendo parlato con uno dei proprietari che si tratta della seconda ipotesi. Sulle motivazioni o sulle conseguenze, penso tu possa capire quali siano.
    La famosa catena emulata ha aperto filiali in tutto il mondo tranne che in Italia, per paura di un clamoroso buco nellacqua.. Forse preferiscono che siano gli indigeni ad adattare il loro modello in chiave locale, per poi fare un ingresso più tranquillo una volta spianata la strada…mah! staremo a vedere.

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  • Cara Christina,
    non lavoro per la weblogo, ma li conosco essendo della mia stessa città nonchè cliente soddisfatto per i lavori che mi hanno fatto. Ne sono anche convinto sostenitore essendo anche quella un’azienda partita dal nulla e che con un webmarketing “casalingo” e low cost occupano posizioni di primo piano su Internet nel loro settore.

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  • grazie. Se vuoi, puoi dirci qual è la tua azienda?

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