Nasce Bader, “muore” Barneys: le rivoluzioni assurde di questi tempi

Attenta osservatrice (e consumatrice) nel mondo beauty e skincare, ho notato l’ascesa di un brand lanciato esclusivamente online poco più di un anno fa: Augustinus Bader, fondato dal professore omonimo, tra i massimi esperti al mondo nel campo della medicina rigenerativa e dell’ingegneria tissutale.

la boutique Bader a Parigi

la boutique Bader a Parigi

Augustinus Bader ha aperto il suo primo flagship store, nei giardini del Palais Royal di Parigi. Sul mercato americano, in pochi mesi è diventato il brand più acquistato di sempre, con vendite pari a un milione di dollari, nel retailer Violet Grey.

Quindi la distribuzione si è allargata ad altri retailer internazionali, come Neiman Marcus, Barneys New York, Harvey Nichols, e 10 Corso Como.

E proprio Barney, storico department store americano, pare essere la più recente vittima illustre della rivoluzione in corso, viste le notizie che parlano addirittura di bancarotta.

Queste due notizie mi sembrano collegate: il disagio di un retailer storico, e l’ascesa di un “signor nessuno” che, senza alcuna pubblicità tradizionale, si è meritato un posto di rilievo in un settore altamente competitivo e dominato da colossi mondiali.

Barneys NY fonte Reuters

Barneys NY, fonte Reuters

Potenza di un’idea, di un posizionamento preciso, del passaparola virtuale su un prodotto che sembra funzionare davvero. Un’epoca storica, dove il potere del cliente e del consumatore hanno livelli mai raggiunti prima.

Un’opportunità per tutti i “signor nessuno” del mondo e un serio monito ai colossi di ogni settore. Una rivoluzione silenziosa e inesorabile. Ignorare il nuovo potere del cliente e trascurare l’ascolto della sua voce  è un rischio che nessuno può permettersi di correre.

Purtroppo molti manager e amministratori delegati, protetti dal loro ruolo e dal loro bell’ufficio, continuano a tenersi le fette di salame sugli occhi. Proprio ieri ne parlavo con una mia cliente, amministratore delegato, donna, ingegnere, che – unica nel suo gruppo – ha capito il potenziale della Customer Experience e il rischio del continuare come prima, perchè “abbiamo sempre fatto così”.

Speriamo che quando le fette cadranno, non sia troppo tardi.

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